Congedo Matrimoniale: cos’è e come funziona?

Hai mai sentito parlare del congedo matrimoniale? Si tratta di un periodo regolarmente retribuito che viene richiesto da parte di un lavoratore dipendente in occasione del proprio matrimonio. Questo permesso prevede un periodo di astensione dal lavoro che corrisponde all’erogazione di un assegno che riguarda il congedo di 15 giorni complessivi. Di norma si richiede non solo per le nozze, ma in modo particolare per riuscire a coprire il viaggio che segue la cerimonia.

Sei in procinto di sposarti e vuoi sapere di più in merito a questo permesso? Insieme scopriremo come funziona, quale sono i requisiti necessari e soprattutto quando deve essere richiesto al datore di lavoro.

Quando può essere richiesto dal lavoratore?

Per ottenere questo permesso è necessario effettuare una regolare domanda di fruizione del congedo matrimoniale, che si inoltrata al proprio datore di lavoro. Servono almeno 6 giorni di anticipo fino a un massimo consigliato di 15 giorni, salvo eccezioni particolari che vengono richieste dal CCNL. A questo punto ogni lavoratore e lavoratrice potrà evitare di perdere il proprio lavoro, sfruttando la possibilità di assentarsi dall’ufficio. Bisognerà presentare, in allegato, la copia del certificato di matrimonio entro 60 giorni dall’evento stesso.

Il congedo prevede la retribuzione di un assegno che per gli operai dipendenti (aziende industriali, artigiane e cooperative) è erogato dall’Inps ed ha un importo pari a una settimana di lavoro. Il congedo matrimoniale INPS non può invece essere riconosciuto a:

  • impiegati, dirigenti e apprendisti di aziende industriali e artigiane di tabacco;
  • dipendenti nel settore commercio;
  • lavoratori impegnati nel settore credito e assicurazioni;
  • enti locali e statali;
  • aziende che non versano il contributo alla Cassa Unica Assegni Familiari.

Il datore di lavoro dovrà integrare questo importo dell’assegno per permettere al suo dipendente di ottenere la retribuzione per 15 giorni complessivi di congedo.

Questo che cosa ci fa capire? Anche l’assegno concesso dal tuo datore e mezzo per poter quindi stipulare l’inizio di questo permesso, avrà valenza regolare e sarà utile ai fini del calcolo previdenziale. E questo comprende anche il calcolo del TFR, con maturazione anche delle ferie per la tredicesima.

A quanto ammonta il valore totale dell’assegno erogato

Se ti sposai nel 2017, e hai le credenziali necessarie per inoltrare la domanda, potrai quindi avrete diritto a questo bonus previsto dall’Inps. Si tratta di una piccola somma che ti aiuterà ad affrontare le tue spese. L’assegno sarò concesso davanti a matrimonio civile o concordatario a uno dei due coniugi o a tutti e due. E’ possibile usufruire di questo bonus entro 30 giorni che seguono le nozze.

congedo matrimoniale

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Spetta quindi a operai, lavoratori a domicilio, dipendenti di aziende che contraggono il matrimonio e dispongono di un rapporto di lavoro che duri da almeno una settimana. L’assegno però può anche essere reso accessibile ai disoccupati che nei 3 mesi che precedono il matrimonio, hanno potuto lavorare per un periodo complessivo di almeno 15 giorni. L’assegno di congedo matrimoniale è cumulabile con l’indennità per infortunio sul lavoro, mentre non lo è nei confronti delle prestazioni di malattia, di maternità e cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

Questo il valore dell’assegno:

  • Operai e gli apprendisti: 7 giorni di retribuzione meno il 5,54%;
  • Lavoratori a domicilio: 7 giornate di guadagno meno il  5,54%;
  • I marittimi: 8 giornate meno il 5,54%.

I lavoratori devono fare richiesta al datore con particolare attenzione di non andare mai oltre i 60 giorni dalle nozze. Basta armarsi di certificato di matrimonio e stato di famiglia, dove siano rintracciabili i dati del matrimonio che è rilasciato dall’Autorità comunale. I lavoratori disoccupati, non avendo un datore di lavoro, possono fare richiesta utilizzando internet, presso il sito dell’Inps e i patronati.

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