Amniocentesi: Cos’è, Quando Farla ed Eventuali Rischi

Essere mamma rappresenta indubbiamente una delle esperienze più belle che una donna possa mai provare nella propria vita. Nonostante infatti la gravidanza sia comunemente un periodo piuttosto duro da affrontare (a causa dei problemi che comporta come nausee, pesantezza, gambe gonfie, spossatezza), essa è ricordata sempre con grande affetto dalle mamme che si apprestano ad accogliere la nascita di una nuova vita.

Durante il periodo della gravidanza però ci sono degli accorgimenti che non bisogna assolutamente sottovalutare tra cui delle visite mediche che consentono di verificare lo stato di salute del piccolo. Uno degli esami più importanti e frequenti che vengono effettuati negli ultimi tempi è l’amniocentesi. Si tratta sostanzialmente di una diagnosi medica che serve a certificare la presenza di eventuali malattie genetiche nel bambino come ad esempio la sindrome di Down, la fibrosi cistica, la sindrome di Edward, la distrofia muscolare e altre gravi patologie come ritardi mentali e sordità. In questo modo è possibile scoprire se il neonato è affetto da queste gravi malattie oppure se le sue condizioni di salute sono nella norma.

Pap Test in Gravidanza

Nella routine della salute femminile si sente spesso parlare di pap-test, un eseme fondamentale per diagnosticare la presenza di cellule tumorali e di prevenire il cancro al collo dell’utero. Il pap-test in Italia è offerto gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale a tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni con una frequenza triennale.

L’esame è indolore e consiste essenzialmente nel prelievo di un piccolo campione di tessuto ovarico da parte del personale medico tramite un lungo bastoncino a spazzola o con una linguetta e una spatola. Tali cellule veranno poi analizzate in laboratorio per stabilire la presenza o meno di lesioni o cellule tumorali o pre-tumorali, ma anche di evidenziare la presenza eventuale di infezioni o infiammazioni.

Progesterone in Gravidanza: Tutto quello che devi Sapere

Il progesterone è un ormone di tipo stereoideo che viene prodotto durante la seconda metà del ciclo mestruale di una donna dal corticale del surrene e dal corpo luteo, oltre che dalla placenta una volta instaurata una gravidanza. Esso è importante per la salute femminile anche semplicemente per garantire la regolarità del ciclo mestruale.

Il suo ruolo principale è quello di creare un ambiente accogliente all’interno dell’utero per per preparare il corpo alla fecondazione. Quando la gravidanza si annida, il progesterone continua a mantenere le condizioni ottimali per la crescita del feto. Nel momento in cui la gravidanza è presente questo fondamentale ormone contribuisce a evitare che sopraggiungano altre ovulazioni.

Giornata della Fertilità

L’istituzione di una Giornata nazionale dedicata al tema della fertilità “Fertility day” vuole richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema. Prevista dal Piano Nazionale della Fertilità, la Giornata rappresenta una proposta d’incontro sul tema della fertilità con i giovani, gli insegnanti, le famiglie, i medici.L’evento sarà su scala nazionale e si celebrerà il prossimo 22 settembre 2016 nelle piazze e nei teatri delle città italiane grazie alla partecipazione dei Sindaci dei Comuni, degli Ordini dei Medici, delle Società Scientifiche, delle Farmacie, delle Scuole e delle Famiglie.Il programma e la mappa dei comuni aderenti è in via di definizione.

Svezzamento dei Bambini: Quando Iniziarlo, Schema e Ricette

Nei primi 4-6 mesi il fabbisogno nutritivo della maggior parte dei bambini viene soddisfatto dal solo latte materno oppure da quello artificiale, così da fornire il giusto apporto di proteine, carboidrati, sali minerali, grassi e vitamine in proporzioni. Inoltre il latte materno contiene anche anticorpi e globuli bianchi che proteggono il bambino dalle infezioni.

Dopo i 6 mesi si può passare allo svezzamento dei bambini, cioè all’introduzione di cibi solidi nell’alimentazione, così da sostituire il latte. Si consiglia di aggiungere preparati integrativi in gocce di vitamina A, C e D da somministrare finché il bambino alimentato con latte artificiale non comincia un’alimentazione variata. Se il bambino non tollera il latte, è necessario fare prima lo svezzamento sotto controllo da parte del pediatra. Spesso si utilizza un preparato a base di soia, saccarosio, oli vegetali, proteine della carne modificate, destrosio e altre sostanze.

Calcolo Ovulazione: Come calcolare il Periodo Fertile, Metodi e Consigli

Effettuare il giusto calcolo dell’ovulazione è importante per il concepimento, perché dà indicazione su quale sia il periodo più fertile per la donna e, quindi, aiuta anche a evitare gravidanze in quel momento non desiderate. Sicuramente hai già sentito parlare dei giorni fertili ma probabilmente non sai come effettuare un calcolo preciso e accurato per avere il massimo controllo sul tuo corpo.

Tutte le donne sanno che ogni 28 giorni, se sono regolari, si ripresentano le mestruazioni ma sono in poche a sapere esattamente cosa accade in quel lasso di tempo, durante quelle tre settimane. Conoscere il funzionamento del proprio corpo e prenderne consapevolezza è il primo e importante passo per avere un rapporto maturo e responsabile con il sesso e con la vita adulta.

Quinta Malattia in Gravidanza

La quinta malattia in gravidanza è sicuramente una patologia molto temuta da tutte le donne in dolce attesa, che di certo preferirebbero evitare una situazione di questo genere. Scopriamo insieme di cosa si tratta, come si manifesta, come è possibile prevenirla e di conseguenza curarla.

Conosciuta anche col nome di eritema infettivo, la quinta malattia è un’infezione virale che spesso colpisce i bambini fino ad un’età di 15 anni. Nella maggior parte dei casi, i ragazzi che ne sono affetti non subiscono conseguenze durature e sostanziali. La situazione peggiora se questa malattia viene associata alla gravidanza, nonché a vari problemi che coinvolgono il sistema immunitario e all’anemia. Tuttavia, ci concentriamo proprio sui nove mesi durante i quali una donna porta nel suo grembo il proprio nascituro. In generale, il parvovirus B19 che provoca la nascita di questa patologia è diffuso su scala mondiale e in tutti i periodi dell’anno, anche se soprattutto in nella fase finale dell’inverno e in quella iniziale della primavera.

Esercizi di kegel in gravidanza

Gli esercizi di kegel sono un valido allenamento per rafforzare i muscoli del perineo e rendere il parto meno doloroso, per questo motivo è importante essere informati sulla loro corretta esecuzione.  Il perineo, detto anche pavimento pelvico, consiste in una serie di legamenti e muscoli situati nella zona bassa del bacino che svolgono il ruolo di supporto per gli organi pelvici, delimitando la vagina, l’uretra e l’ano.

Il perineo è una parte fondamentale del corpo femminile, poiché favorisce l’esatta posizione dei muscoli addominali e degli organi circostanti, inoltre durante il parto aiuta a indirizzare la testa del nascituro verso il giusto passaggio.  Se ti stai chiedendo come allenare questa zona muscolare occorre innanzitutto saper individuare questo punto specifico: la maggior parte dei muscoli del perineo sono tessuti muscolari di tipo volontario e possono essere allenati attraverso delle pratiche apposite che, oltre ad apportare numerosi benefici durante e dopo il periodo della dolce attesa, aiutano la donna ad acquisire più autostima e a sentirsi a proprio agio con il suo corpo. Generalmente questi tessuti muscolari vengono sottovalutati tanto che molte donne scoprono la loro presenza soltanto prima del parto.

Come Misurare le Contrazioni in Prossimità del Parto

Un dubbio che assale tutte le mamme in attesa del parto è quello di non riconoscere le contrazioni.  In realtà le contrazioni si riconosceranno subito. Quegli spasmi e successive distensioni del muscolo uterino saranno inequivocabili. Ciò che è importante è saperle contare in termini di durata e frequenza. Te lo avrà suggerito anche il ginecologo: misurare le contrazioni è molto importante per comprendere se sta andando tutto bene e se il travaglio sta per iniziare in modo regolare.

La durata e la frequenza delle contrazioni sono due cose ben diverse. La durata è l’intervallo di tempo che va dal momento in cui la contrazione inizia al momento in cui finisce. Questo periodo temporale varia durante le diverse fasi del travaglio. Ad esempio all’inizio del travaglio ogni contrazione dura mediamente 15 – 20 secondi, quasi in prossimità del momento di partorire le contrazioni durano 40 -50 secondi. La frequenza è invece la distanza temporale tra una contrazione e l’altra cioè ogni quanto tempo essa si presenta. Nelle fasi iniziali si presentano con una frequenza meno breve mentre a travaglio avanzato le contrazioni si succedono una dietro l’altra a un ritmo più veloce.

Per calcolare durata e frequenza delle contrazioni assicurati di avere a portata di mano un comune orologio da polso. Non ti serve null’altro se non un foglio e una penna; ma vediamo insieme come annotare le misurazioni ottenute. Quando sei in prossimità della data presunta del parto e senti l’addome indurito, la schiena contrarsi e dei dolori intensi come quelli mestruali, allora sono arrivate le contrazioni. E il momento di misurarle.

Pubertà, dall’infanzia all’età adulta

Il periodo puberale, sia nell’uomo che nella donna, è il periodo di transizione dall’infanzia all’età adulta in cui si attuano numerose trasformazioni fisiche e psicologiche, che si svolgono sequenzialmente fino al conseguimento della maturazione sessuale e della capacità di procreare.

Il periodo adolescenziale offre una buona opportunità temporale per poter intervenire a livello educativo su conoscenze, acquisizione di competenze e modifica dei comportamenti che possono influire negativamente sulla salute riproduttiva di ragazzi e ragazze.

Parto Naturale, Ecco tutto quello che devi Sapere

Il parto naturale è un parto senza alcun intervento medico indotto, in particolare l’anestesia. Il parto naturale viene praticato fin dai primordi e spesso viene preferito a quello indotto, ovvero quello realizzato sotto effetto di anestesia epidurale. Il parto naturale cerca di minimizzare, quindi, l’intervento medico, in particolare l’uso di farmaci anestetici e interventi chirurgici quali episiotomie, pinze e strumentazione chirurgica e sezioni cesaree.

Il parto naturale si verifica quando il feto nasce per espulsione spontanea o estrazione strumentale. Il termine “parto naturale” è stato coniato dal medico Grantly Dick-Read dopo la pubblicazione del suo libro “Il parto naturale” negli anni trenta.

Virus Zika: pericoli per le Donne in Gravidanza?

E’ uno dei massimi allarmi del momento, che si può contrarre semplicemente attraverso la puntura di una zanzara del genere Aedes. Il virus Zika, che può anche essere trasmesso per via sessuale, venne segnalato nel 2007 in Africa e dal 2015 nelle zone rurali del Brasile e della Colombia. Da quel momento è andato diffondendosi in tutto il mondo. Si presenta attraverso una forma blanda di febbre, eruzioni cutanee localizzate su viso e busto, congiuntivite, mal di testa e immancabili dolori muscolari. Nel giro di 2 – 7 giorni si risolve spontaneamente, ma può creare problematiche alle donne in gravidanza.

Quali sono i rischi del virus Zika per le donne incinte?

Secondo gli esperti risulta fondamentale il tentativo di isolare e contrastare la riproduzione delle zanzare che sono portatrici del virus. Ma ad oggi quanto è alto il rischio per le future mamme? Le donne possono trasmettere il virus al feto durante la gravidanza. La stessa trasmissione è stata documentata e si manifesta tipicamente come una malattia lieve. Sono però stati segnalati anche aumenti nei casi di microcefalia congenita e ulteriori complicazioni neurologiche. Per questo a livello globale le donne in gravidanza che pensano di aver contratto il virus Zika, dovrebbero recarsi dal medico per partecipare a un attento monitoraggio.

Nomi Femminili per Bambine: Ecco i trend del 2017

Stai per avere una bambina e non sai ancora quale nome darle? Vogliamo venire in tuo soccorso rivelandoti le tendenze dei nomi per bambine 2017, con una classifica dei nomi più popolari. I dati che ti forniremo di seguito sono stati rivelati dalle statistiche ISTAT in base all’andamento correlato alle tendenze degli anni precedenti. Vediamo allora quali sono state le preferenze così da poter prendere spunto per il lieto evento!

I nomi classici italiani più popolari per una bambina

Il nome femminile più usato nel 2017 è Aurora capace di mettere d’accordo i genitori italiani. E’ seguito a ruota da Sofia, che era il più usato nel 2010 in Italia, e da Giulia, che va a chiudere la top 3. Aurora è associato alla nota principessa Disney, anche se per molti è un chiaro richiamo all’ex coppia regina del gossip formata da Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker.

Sesso in gravidanza: Tutto quello che c’è da Sapere

Sesso e gravidanza viaggiano su binari paralleli? Sembra di no, perchè in realtà sesso e gravidanza sono un binomio inscindibile. Nonostante tutto i pregiudizi sono diffusi e vince la resistenza: si ha paura di fare del male al piccolo, si ha paura di contrarre infezioni. Gli uomini vedono la loro compagna in dolce attesa come uno scrigno prezioso da non toccare, mentre le future mamme sono già concentrate sul piccolo. Appena scoperta la lieta notizia dell’arrivo del bebè molte coppie dimenticano di essere tali e si proiettano nel loro nuovo ruolo di genitori. In realtà il sesso durante la gravidanza può essere occasione per rinsaldare e unire ancora di più la coppia e prepararsi con serenità al lieto evento. I casi in cui il sesso è vietato in gravidanza sono davvero pochi.

I rischi 

Davvero fare sesso in gravidanza può essere pericoloso per il piccolo? E per la futura mamma? Quali infezioni si possono contrarre? Dubbi legittimi da parte delle coppie e magari per vergogna non se ne parla neanche con il ginecologo. Anche se il sesso è la cosa più naturale che ci sia ci vuole qualche cautela. La paura di far male al piccolo è del tutto infondata a meno che non ci siano minacce di aborto in corso e altri problemi per cui è stesso il medico curante che suggerisce di evitare i rapporti.

Come Calcolare la Data Presunta del Parto

Come calcolare la data del parto? Una domanda che si pongono diverse future mamme, non solo per curiosità ma anche per prepararsi nel migliore dei modi da un punto di vista logistico ed organizzativo al grande evento. Conoscere la data del parto orientativamente non è molto difficile, è sufficiente eseguire un piccolo calcolo matematico. Innanzitutto bisogna ricordare la data dell’ultimo ciclo mestruale, magari segnandoselo su un’agendina o su una cartella nel computer.

Partendo dall’ultimo ciclo mestruale è necessario calcolare 40 settimane, cioè la durata media di una gravidanza. Tra il concepimento del bebè e la nascita passano più o meno 266 giorni, circa 38 settimane, alle quali bisogna aggiungerne altre 2 poiché l’ovulazione inizia 15 giorni dopo le mestruazioni. Naturalmente non si tratta di una data precisa, ma orientativamente il bambino dovrebbe nascere in quel periodo, magari qualche giorno prima o qualche giorno dopo.

Gravidanza Extrauterina: Sintomi e Conseguenze

Una gravidanza extrauterina è una gravidanza “anomala”, ovvero, si sviluppa al di fuori del tessuto interno dell’utero, per cui, un ovulo fecondato si posiziona e tende a svilupparsi in altre zone del corpo diverse dalla cavità uterina. La grande maggioranza (circa il 95%) delle gravidanze extrauterine si sviluppa nelle tube di Falloppio; tuttavia, è possibile che si sviluppino in altre zone del corpo, come l’ovario, la cervice e la cavità addominale.

Una gravidanza extrauterina, chiamata anche gravidanza ectopica, interessa circa 1 su 60 donne in età fertile. Il termine “ectopica” deriva dal greco “ektopis” che significa “spostamento” (“ek”, fuori da “topos”, luogo = fuori luogo). La prima persona che utilizzò il termine “ectopica” in un contesto medico, fu l’ostetrico inglese Robert Barnes (1817-1907) che lo applicò al suo primo caso di gravidanza extrauterina.

In caso di concepimento, l’ovaio rilascia un ovulo maturo nelle tube di Falloppio, dove rimane per circa 24 ore; lì deve entrare in contatto con uno spermatozoo per essere fecondato. L’ovulo fecondato rimane nelle tube per 3 o 4 giorni prima di dirigersi verso l’utero, dove s’impianta alla parete uterina e continua a crescere fino a divenire un feto in formazione. Ma se l’ovulo fecondato dovesse impiantarsi nelle tube o in altre zone limitrofe del corpo, tende a definirsi quella situazione definita gravidanza ectopica. In questi casi, la gravidanza non può continuare normalmente e richiede un trattamento di emergenza.

Temperatura Basale in Gravidanza

La temperatura corporea basale è quella temperatura del corpo che viene misurata in condizione “basale” ovvero al mattino, appena sveglie, quindi, prima di iniziare la giornata con varie attività. La temperatura basale può essere utilizzata per controllare i giorni fertili, per identificare il giorno della tua ovulazione, per utilizzare metodi naturali di contraccezione e per verificare la presenza di un’eventuale gravidanza.

Se la temperatura basale rimane alta per 18 giorni o più dopo l’ovulazione, questo potrebbe essere il primo segnale di un’eventuale gravidanza in atto; infatti, la temperatura rimane alta durante tutta la gravidanza. Controllare la temperatura basale per 2-5 giorni, se è alta (tra i 37,2 e i 37,4 gradi), potrebbe esserci la presenza di una gravidanza (possibilità del 98% per cicli mestruali regolari e possibilità del 48% per periodi irregolari).

Come misurarla

Utilizzando il metodo della temperatura basale è possibile identificare un leggero calo prima dell’ovulazione e, quindi, un aumento di circa 0,5 gradi dopo l’ovulazione. La temperatura, poi, rimane alta fino al successivo periodo mestruale, quando scenderà nuovamente, per avviare nuovamente il ciclo. La temperatura basale è misurata verificando la temperatura in modo uguale ogni mattina non appena sveglia e prima di fare qualsiasi altra cosa (incluso andare alla toilette, bere una tazza di caffè, ecc.). È possibile tracciare la temperatura su un grafico apposito.

Calcolare le Settimane di Gravidanza, Ecco Come Farlo Correttamente

Care mamme o future mamme, come avrete modo di capire o come probabilmente saprete già in  base alla vostra esperienza, la gravidanza è un percorso fondamentale che ogni donna affronta in maniera del tutto personale. “Di che mese sei?” è la domanda che più viene pronunciata quando ci si rivolge a una donna incinta. Oggi andremo a scoprire insieme uno degli aspetti più importanti dello stato interessante, che è legato al calcolo settimane di gravidanza.

Sì, non è un errore, parliamo proprio di settimane, perché parlare di mesi non è mai troppo corretto. Il valore che è opportuno considerare per essere il più precisi possibile è quello legato al ragionamento dei medici, che analizzano questo percorso settimanalmente.

Questo perché le settimane durano sempre sette giorni, ma la lunghezza dei mesi può invece variare e non resta costante. Se cerchi quindi maggiori informazioni e dettagli su questo tipo di argomento ti consigliamo di prenderti qualche minuto del tuo tempo per poter leggere questa guida e scoprire insieme a noi perché sia più corretto parlare di settimane. Partendo da questo aspetto impareremo anche a capire come i medici vadano a stabilire non solo l’epoca gestazionale ma anche la data del parto. Non perdiamo altro tempo e vediamo come calcolare le settimane di gravidanza!

Gravidanza: perché settimane e giorni sono importanti?

Inizia subito a pensare a una cosa: non fare riferimento a una gravidanza che dura 9 mesi, ma abituati a prendere il tuo calendario e pensare a 10 mesi lunari, che corrispondono a circa 40 settimane. In linea generale una gravidanza fisiologica più concludersi tra le 37 e 42 settimane.

Generalmente si pensa che la gravidanza prenda inizio nel preciso momento in cui avviene il concepimento; vero, anche se è più un concetto teorico, perché è bene precisare che le settimane di gravidanza si contano a partire dal primo giorno delle ultime mestruazioni. Considerando questo dato si va a prendere come punto di riferimento un giorno che anticipa di almeno due settimane l’effettiva fecondazione.

Grazie a questo metodo si cerca sempre di massimizzare il livello di precisione: è vero che non si può mai avere una data certa del preciso istante in cui avviene l’incontro fra spermatozoi e ovulo, ma sarà sufficiente fare riferimento proprio all’inizio dell’ultimo flusso mestruale. E’ così che si spiega il grande arcano, che porta la maggior parte delle donne a scoprire la propria maternità quando è già arrivata almeno alla quarta o quinta settimana.

Sintomi di Gravidanza, Ecco quali sono quelli dei Primi Giorni

In alcune situazioni può non essere facile riconoscere quali siano i segnali lanciati dal nostro corpo, soprattutto quando si parla di gravidanza. Non perché sia difficile riconoscerli, ma bensì perché si tende a non far caso alle comunicazioni che riceviamo. Alcune donne vanno a confondere i sintomi di gravidanza con quelli del periodo premestruale. Ma vi sono alcuni segnali fondamentali che dovrai abituarti a riconoscere, prima ancora di verificare il tutto con un test di gravidanza.

I Primi sintomi

I sintomi più comuni dei primi giorni di gravidanza possono essere:

  • Ritardo del ciclo mestruale;
  • Seno sensibile o gonfio;
  • Perdite di sangue (piccole quantità);
  • Fame;
  • Sensibilità spiccata verso gli odori;
  • Capezzoli con colorazione più scura;
  • Nausea mattutina;
  • Sintomo perenne della pipì.

Tutte, o quasi tutte, le gravidanze iniziano con una semplice domanda: “mi è venuto il ciclo?”. Vediamo nello specifico che cosa riserva ognuno di questi sintomi.

Diagnosi e terapia dell’infertilità maschile

La diagnostica ormonale prevede il dosaggio di alcuni ormoni quali FSH, LH, Testosterone totale, cui si può aggiungere l’Inibina B, la prolattina (PRL), l’estradiolo (E2), l’SHBG e lo studio della funzione tiroidea (TSH ed fT4).

Inoltre, è fondamentale l’utilizzo dell’ecocolordoppler scrotale o testicolare, esame non invasivo, che permette di valutare in maniera completa tutte le caratteristiche dei testicoli, di riconoscere patologie responsabili di infertilità e di individuare patologie interferenti con la salute generale del paziente, come lesioni testicolari sospette e non palpabili. Permette inoltre di valutare l’eventuale presenza di varicocele, un’altra causa frequente di infertilità.

Bisogna ricordare, infine, che circa il 30% dei casi di infertilità maschile è idiopatica poichè non è possibile identificarne una causa. I fattori coinvolti possono essere esterni, quali lo stile di vita, l’alimentazione e l’inquinamento ambientale, oppure legati alla persona, ad esempio infezioni croniche, cause genetiche non note, varicocele subclinico.

Acido Folico in Gravidanza

L’acido folico è una sostanza amica della tua gravidanza! L’assunzione di vitamine prenatali in combinazione ai 400 microgrammi raccomandati di acido folico prima e durante la gravidanza può aiutare a prevenire i difetti di nascita del cervello e del midollo spinale del neonato. Assumerlo ogni giorno e continuare il trattamento fin dopo la gravidanza, aiuta anche a fortificare il tuo corpo.

Cos’è l’acido folico

L’acido folico o acido pteroil glutammico, vitamina B9, vitamina M o folacina è, quindi, una vitamina del gruppo B chiamata folato. Il folato svolge un ruolo importante nella produzione di globuli rossi e aiuta il tubo neurale del tuo bambino a svilupparsi nel suo cervello e nel midollo spinale. Le migliori fonti alimentari di acido folico sono i cereali fortificati e i folati si trovano naturalmente in verdure scure e agrumi.  L’acido folico non è biologicamente attivo, ma la sua importanza biologica è dovuta alla presenza di tetraidrofolato e ad altri derivati dopo la sua conversione in acido diidrofolico nel fegato.

Bonus Bebè 2017 e Assegno di Natalità, Ecco come Ottenerlo

Il bonus bebè è un contributo economico, istituito dall’articolo 1, commi 125-129, legge 23 dicembre 2014, n. 190, per sostenere le spese che le famiglie affrontano nei primi anni di vita dei bambini.

A chi è rivolto

L’assegno di natalità, detto anche bonus bebè, può essere richiesto da tutti i nuclei familiari che hanno avuto un figlio o l’hanno in affido preadottivo o adottato nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Tra i requisiti richiesti, per usufruire di questa misura, c’è il valore dell’ISEE che deve essere non superiore a 25 mila euro. Tale beneficio non va confuso con il bonus nascita o il bonus mamma domani, detto anche premio nascita. Questo è un assegno di 800 euro che viene erogato una sola volta a tutte le donne che ne fanno domanda a partire dal settimo mese di gravidanza e che hanno adottato o preso in affido un bambino dal 1 gennaio 2017 e non ha limiti di reddito.

Il ruolo dei consultori familiari

Il ruolo dei consultori familiari sul territorio  e nella tutela della fertilità maschile e femminile.

I consultori familiari, istituiti con Legge 29 luglio 1975, n. 405, sono strutture organizzative dei Distretti.In Italia ne abbiamo circa 2.000, uno ogni 25.000 abitanti, e si possono considerare come servizi socio-sanitari integrati di base, con competenze multidisciplinari, determinanti per la promozione e la prevenzione nell’ambito della salute della donna e dell’età evolutiva.

Test di Gravidanza: Tutto quello che devi Sapere

Il test di gravidanza è un semplice test che puoi fare comodamente a casa tua che ti consente di sapere se sei incinta o meno. Questo test ha solitamente una elevata attendibilità anche se non è assoluta, e dipende anche da quanti giorni dopo in presunto concepimento viene effettuato. E’ un test fai da te molto semplice da fare e che consente di ottenere la risposta in pochi minuti.

Alternative al test fai da te possono essere gli esami delle urine o del sangue fatti in laboratori specializzati o in ospedale.

Quando fare il test di gravidanza

Il momento ideale per fare il testo è da dopo il quarto giorno di ritardo del ciclo, eseguire infatti il test prima del presunto ritardo potrebbe fornire un risultato che è un falso negativo (ovvero potresti essere effettivamente incinta anche se il risultato del test è negativo perchè esso viene effettuato quando non è ancora in grado di evidenziare la positività dello stato di gravidanza). Il test fallisce perchè fatto troppo presto, se credi di essere incinta e non vuoi aspettare il quarto giorno di ritardo puoi ripetere il test in questo periodo anche se quello precedente è risultato negativo.

Calcolo Fertilità: Scopri Come Calcolare il Periodo Fertile

Calcolare il periodo fertile è di fondamentale importanza se vuoi incrementare la tua probabilità di rimanere in cinta. Il periodo fertile infatti è quello in cui le donne hanno maggiori probabilità di rimanere in cinta e quindi il calcolo della fertilità di può aiutare se sei alla ricerca di una gravidanza.

Il metodo più utilizzato per effettuare questo calcolo è quello di Ogino Knaus e consente di calcolare con buona precisione i giorni in cui avviene l’ovulazione. Per fare ciò è necessario conoscere la data dell’ultima mestruazione e la durata media del tuo ciclo per scoprire quali sono i giorni fertili, ovvero quei giorni in cui hai maggiori probabilità di ottenere una gravidanza.

Calcolo del Periodo Fertile

Per calcolare i giorni fertili il metodo più semplice, ma non molto preciso, per farlo è quello di considerare come il periodo di massima fertilità quello che si trova a metà tra un ciclo mestruale e l’altro. Infatti l’ovulazione mediamente avviene tra il 14 ed il 15 giorno successivi l’inizio del flusso mestruale e quindi 14 giorni prima dell’inizio del ciclo successivo. Tale ragionamento però è molto approssimativo perchè si può applicare solamente a quelle donne che hanno un ciclo molto regolare ma che può subire naturalmente anche delle importanti variazioni da persona a persona.

Una coppia su 5 ha difficoltà ad avere figli. Parliamone!

Oggi nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 15-20% delle coppie viene colpita da infertilità e sono in continuo aumento le persone (oltre 300 milioni) che si ammalano per una malattia sessualmente trasmissibile. Anche nel nostro Paese, quasi una coppia su cinque ha problemi di infertilità, 20 anni fa era circa una su dieci.

Circa il 40% delle cause di infertilità riguarda la donna, l’altro 40% l’uomo e un 20% la coppia.

Terapie oncologiche e fertilità

Un problema emergente nei pazienti oncologici è rappresentato dall’infertilità secondaria ai trattamenti antineoplastici che, unita al fatto che l’età della prima gravidanza tende ad essere intorno ai 35-40 anni, fa sì che sia in costante aumento il numero delle donne e degli uomini che non hanno avuto figli al momento della diagnosi oncologica. Il miglioramento delle terapie ha portato ad un aumento della sopravvivenza di questi pazienti ed alla necessità di porre attenzione alla tutela della fertilità futura.
La preservazione della fertilità è oggi possibile mediante diverse strategie; è una sfida culturale che richiede da parte del medico conoscenza, consapevolezza e corretta comunicazione.

Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati almeno 30 nuovi casi di tumore in pazienti di età inferiore ai 40 anni, pari al 3% della casistica generale (stima AIRTUM 2012), contando 7828 nuovi casi, nel 2010, con netta prevalenza per il sesso femminile (4897 donne vs 2931 maschile).

Endometriosi

L’endometriosi è la presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.

Circa il 5% delle donne in periodo fertile è affetto da malattia endometriosica. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse.

La procreazione medicalmente assistita (PMA)

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si utilizzano per aiutare le coppie in cui il concepimento non avviene spontaneamente e rappresentano un’opzione per il trattamento della sterilità. Possono facilitare e risolvere alcuni fattori di sterilità, meccanici o non, ma non possono correggere il danno ovocitario (qualitativo e quantitativo) correlato all’età femminile e quindi non sono in grado di garantire un bambino.

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), comunemente detta “fecondazione artificiale”, è l’insieme delle tecniche utilizzate per aiutare il concepimento in tutte le coppie, nei casi in cui il concepimento spontaneo è impossibile o estremamente remoto e nei casi in cui altri interventi farmacologici e/o chirurgici siano inadeguati.

La fertilità è un bene prezioso

Il ruolo dei consultori familiari sul territorio  e nella tutela della fertilità maschile e femminile.

I consultori familiari, istituiti con Legge 29 luglio 1975, n. 405, sono strutture organizzative dei Distretti.In Italia ne abbiamo circa 2.000, uno ogni 25.000 abitanti, e si possono considerare come servizi socio-sanitari integrati di base, con competenze multidisciplinari, determinanti per la promozione e la prevenzione nell’ambito della salute della donna e dell’età evolutiva.

Tra i loro compiti i consultori familiari hanno lo scopo di assicurare:

  • l’assistenza psicologica e sociale per la preparazione alla maternità ed alla paternità responsabile e per i problemi della coppia e della famiglia, anche in ordine alla problematica minorile;
  • l’informazione e l’assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonché alle tecniche di procreazione medicalmente assistita;
  • l’informazione sulle procedure per l’adozione e l’affidamento familiare.

Consulta la mappa dei consultori  http://www.salute.gov.it/portale/donna/consultoriDonna.jsp?lingua=italiano&id=4524&area=Salute%20donna&menu=consultori