Bonus Bebè 2017 e Assegno di Natalità, Ecco come Ottenerlo

Il bonus bebè è un contributo economico, istituito dall’articolo 1, commi 125-129, legge 23 dicembre 2014, n. 190, per sostenere le spese che le famiglie affrontano nei primi anni di vita dei bambini.

A chi è rivolto

L’assegno di natalità, detto anche bonus bebè, può essere richiesto da tutti i nuclei familiari che hanno avuto un figlio o l’hanno in affido preadottivo o adottato nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Tra i requisiti richiesti, per usufruire di questa misura, c’è il valore dell’ISEE che deve essere non superiore a 25 mila euro. Tale beneficio non va confuso con il bonus nascita o il bonus mamma domani, detto anche premio nascita. Questo è un assegno di 800 euro che viene erogato una sola volta a tutte le donne che ne fanno domanda a partire dal settimo mese di gravidanza e che hanno adottato o preso in affido un bambino dal 1 gennaio 2017 e non ha limiti di reddito.


Il ruolo dei consultori familiari

Il ruolo dei consultori familiari sul territorio  e nella tutela della fertilità maschile e femminile.

I consultori familiari, istituiti con Legge 29 luglio 1975, n. 405, sono strutture organizzative dei Distretti.In Italia ne abbiamo circa 2.000, uno ogni 25.000 abitanti, e si possono considerare come servizi socio-sanitari integrati di base, con competenze multidisciplinari, determinanti per la promozione e la prevenzione nell’ambito della salute della donna e dell’età evolutiva.


Test di Gravidanza: Tutto quello che devi Sapere

Il test di gravidanza è un semplice test che puoi fare comodamente a casa tua che ti consente di sapere se sei incinta o meno. Questo test ha solitamente una elevata attendibilità anche se non è assoluta, e dipende anche da quanti giorni dopo in presunto concepimento viene effettuato. E’ un test fai da te molto semplice da fare e che consente di ottenere la risposta in pochi minuti.

Alternative al test fai da te possono essere gli esami delle urine o del sangue fatti in laboratori specializzati o in ospedale.

Quando fare il test di gravidanza

Il momento ideale per fare il testo è da dopo il quarto giorno di ritardo del ciclo, eseguire infatti il test prima del presunto ritardo potrebbe fornire un risultato che è un falso negativo (ovvero potresti essere effettivamente incinta anche se il risultato del test è negativo perchè esso viene effettuato quando non è ancora in grado di evidenziare la positività dello stato di gravidanza). Il test fallisce perchè fatto troppo presto, se credi di essere incinta e non vuoi aspettare il quarto giorno di ritardo puoi ripetere il test in questo periodo anche se quello precedente è risultato negativo.

Calcolo Fertilità: Scopri Come Calcolare il Periodo Fertile

Calcolare il periodo fertile è di fondamentale importanza se vuoi incrementare la tua probabilità di rimanere in cinta. Il periodo fertile infatti è quello in cui le donne hanno maggiori probabilità di rimanere in cinta e quindi il calcolo della fertilità di può aiutare se sei alla ricerca di una gravidanza.

Il metodo più utilizzato per effettuare questo calcolo è quello di Ogino Knaus e consente di calcolare con buona precisione i giorni in cui avviene l’ovulazione. Per fare ciò è necessario conoscere la data dell’ultima mestruazione e la durata media del tuo ciclo per scoprire quali sono i giorni fertili, ovvero quei giorni in cui hai maggiori probabilità di ottenere una gravidanza.

Calcolo del Periodo Fertile

Per calcolare i giorni fertili il metodo più semplice, ma non molto preciso, per farlo è quello di considerare come il periodo di massima fertilità quello che si trova a metà tra un ciclo mestruale e l’altro. Infatti l’ovulazione mediamente avviene tra il 14 ed il 15 giorno successivi l’inizio del flusso mestruale e quindi 14 giorni prima dell’inizio del ciclo successivo. Tale ragionamento però è molto approssimativo perchè si può applicare solamente a quelle donne che hanno un ciclo molto regolare ma che può subire naturalmente anche delle importanti variazioni da persona a persona.

Una coppia su 5 ha difficoltà ad avere figli. Parliamone!

Oggi nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 15-20% delle coppie viene colpita da infertilità e sono in continuo aumento le persone (oltre 300 milioni) che si ammalano per una malattia sessualmente trasmissibile. Anche nel nostro Paese, quasi una coppia su cinque ha problemi di infertilità, 20 anni fa era circa una su dieci.

Circa il 40% delle cause di infertilità riguarda la donna, l’altro 40% l’uomo e un 20% la coppia.

Terapie oncologiche e fertilità

Un problema emergente nei pazienti oncologici è rappresentato dall’infertilità secondaria ai trattamenti antineoplastici che, unita al fatto che l’età della prima gravidanza tende ad essere intorno ai 35-40 anni, fa sì che sia in costante aumento il numero delle donne e degli uomini che non hanno avuto figli al momento della diagnosi oncologica. Il miglioramento delle terapie ha portato ad un aumento della sopravvivenza di questi pazienti ed alla necessità di porre attenzione alla tutela della fertilità futura.
La preservazione della fertilità è oggi possibile mediante diverse strategie; è una sfida culturale che richiede da parte del medico conoscenza, consapevolezza e corretta comunicazione.

Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati almeno 30 nuovi casi di tumore in pazienti di età inferiore ai 40 anni, pari al 3% della casistica generale (stima AIRTUM 2012), contando 7828 nuovi casi, nel 2010, con netta prevalenza per il sesso femminile (4897 donne vs 2931 maschile).

Endometriosi

L’endometriosi è la presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.

Circa il 5% delle donne in periodo fertile è affetto da malattia endometriosica. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse.

La procreazione medicalmente assistita (PMA)

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si utilizzano per aiutare le coppie in cui il concepimento non avviene spontaneamente e rappresentano un’opzione per il trattamento della sterilità. Possono facilitare e risolvere alcuni fattori di sterilità, meccanici o non, ma non possono correggere il danno ovocitario (qualitativo e quantitativo) correlato all’età femminile e quindi non sono in grado di garantire un bambino.

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), comunemente detta “fecondazione artificiale”, è l’insieme delle tecniche utilizzate per aiutare il concepimento in tutte le coppie, nei casi in cui il concepimento spontaneo è impossibile o estremamente remoto e nei casi in cui altri interventi farmacologici e/o chirurgici siano inadeguati.

La fertilità è un bene prezioso

Il ruolo dei consultori familiari sul territorio  e nella tutela della fertilità maschile e femminile.

I consultori familiari, istituiti con Legge 29 luglio 1975, n. 405, sono strutture organizzative dei Distretti.In Italia ne abbiamo circa 2.000, uno ogni 25.000 abitanti, e si possono considerare come servizi socio-sanitari integrati di base, con competenze multidisciplinari, determinanti per la promozione e la prevenzione nell’ambito della salute della donna e dell’età evolutiva.

Tra i loro compiti i consultori familiari hanno lo scopo di assicurare:

  • l’assistenza psicologica e sociale per la preparazione alla maternità ed alla paternità responsabile e per i problemi della coppia e della famiglia, anche in ordine alla problematica minorile;
  • l’informazione e l’assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonché alle tecniche di procreazione medicalmente assistita;
  • l’informazione sulle procedure per l’adozione e l’affidamento familiare.

Consulta la mappa dei consultori  http://www.salute.gov.it/portale/donna/consultoriDonna.jsp?lingua=italiano&id=4524&area=Salute%20donna&menu=consultori

Il quadro normativo sulla tutela della fertilità

I principi costituzionali in tema di maternità e famiglia assumono un rilievo molto importante in riferimento all’individuazione da parte del legislatore degli strumenti volti a far fronte al problema sociale dell’infertilità e della sterilità ed anche alla fecondazione assistita.

Viene anzitutto in considerazione l’art. 31 Cost., secondo cui “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia” (I comma) e “Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo” (II comma). Il primo comma impone alla Repubblica di assicurare protezione alla famiglia nel momento della sua formazione. Il secondo comma, più specificamente, impone alla Repubblica di assicurare la tutela della maternità. L’utilizzo, nella norma, del termine “Repubblica”, ha un significato particolare: attraverso questa espressione, infatti, si è inteso vincolare al dovere di protezione della famiglia e della maternità tutte le istituzioni che compongono l’ordinamento italiano, ovvero, stando all’art. 114 Cost., lo Stato, le Regioni e gli altri enti locali.