Nomi Femminili per Bambine: Ecco i trend del 2017

Stai per avere una bambina e non sai ancora quale nome darle? Vogliamo venire in tuo soccorso rivelandoti le tendenze dei nomi per bambine 2017, con una classifica dei nomi più popolari. I dati che ti forniremo di seguito sono stati rivelati dalle statistiche ISTAT in base all’andamento correlato alle tendenze degli anni precedenti. Vediamo allora quali sono state le preferenze così da poter prendere spunto per il lieto evento!

I nomi classici italiani più popolari per una bambina

Il nome femminile più usato nel 2017 è Aurora capace di mettere d’accordo i genitori italiani. E’ seguito a ruota da Sofia, che era il più usato nel 2010 in Italia, e da Giulia, che va a chiudere la top 3. Aurora è associato alla nota principessa Disney, anche se per molti è un chiaro richiamo all’ex coppia regina del gossip formata da Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker.


Sesso in gravidanza: Tutto quello che c’è da Sapere

Sesso e gravidanza viaggiano su binari paralleli? Sembra di no, perchè in realtà sesso e gravidanza sono un binomio inscindibile. Nonostante tutto i pregiudizi sono diffusi e vince la resistenza: si ha paura di fare del male al piccolo, si ha paura di contrarre infezioni. Gli uomini vedono la loro compagna in dolce attesa come uno scrigno prezioso da non toccare, mentre le future mamme sono già concentrate sul piccolo. Appena scoperta la lieta notizia dell’arrivo del bebè molte coppie dimenticano di essere tali e si proiettano nel loro nuovo ruolo di genitori. In realtà il sesso durante la gravidanza può essere occasione per rinsaldare e unire ancora di più la coppia e prepararsi con serenità al lieto evento. I casi in cui il sesso è vietato in gravidanza sono davvero pochi.

I rischi 

Davvero fare sesso in gravidanza può essere pericoloso per il piccolo? E per la futura mamma? Quali infezioni si possono contrarre? Dubbi legittimi da parte delle coppie e magari per vergogna non se ne parla neanche con il ginecologo. Anche se il sesso è la cosa più naturale che ci sia ci vuole qualche cautela. La paura di far male al piccolo è del tutto infondata a meno che non ci siano minacce di aborto in corso e altri problemi per cui è stesso il medico curante che suggerisce di evitare i rapporti.


Come Calcolare la Data Presunta del Parto

Come calcolare la data del parto? Una domanda che si pongono diverse future mamme, non solo per curiosità ma anche per prepararsi nel migliore dei modi da un punto di vista logistico ed organizzativo al grande evento. Conoscere la data del parto orientativamente non è molto difficile, è sufficiente eseguire un piccolo calcolo matematico. Innanzitutto bisogna ricordare la data dell’ultimo ciclo mestruale, magari segnandoselo su un’agendina o su una cartella nel computer.

Partendo dall’ultimo ciclo mestruale è necessario calcolare 40 settimane, cioè la durata media di una gravidanza. Tra il concepimento del bebè e la nascita passano più o meno 266 giorni, circa 38 settimane, alle quali bisogna aggiungerne altre 2 poiché l’ovulazione inizia 15 giorni dopo le mestruazioni. Naturalmente non si tratta di una data precisa, ma orientativamente il bambino dovrebbe nascere in quel periodo, magari qualche giorno prima o qualche giorno dopo.

Gravidanza Extrauterina: Sintomi e Conseguenze

Una gravidanza extrauterina è una gravidanza “anomala”, ovvero, si sviluppa al di fuori del tessuto interno dell’utero, per cui, un ovulo fecondato si posiziona e tende a svilupparsi in altre zone del corpo diverse dalla cavità uterina. La grande maggioranza (circa il 95%) delle gravidanze extrauterine si sviluppa nelle tube di Falloppio; tuttavia, è possibile che si sviluppino in altre zone del corpo, come l’ovario, la cervice e la cavità addominale.

Una gravidanza extrauterina, chiamata anche gravidanza ectopica, interessa circa 1 su 60 donne in età fertile. Il termine “ectopica” deriva dal greco “ektopis” che significa “spostamento” (“ek”, fuori da “topos”, luogo = fuori luogo). La prima persona che utilizzò il termine “ectopica” in un contesto medico, fu l’ostetrico inglese Robert Barnes (1817-1907) che lo applicò al suo primo caso di gravidanza extrauterina.

In caso di concepimento, l’ovaio rilascia un ovulo maturo nelle tube di Falloppio, dove rimane per circa 24 ore; lì deve entrare in contatto con uno spermatozoo per essere fecondato. L’ovulo fecondato rimane nelle tube per 3 o 4 giorni prima di dirigersi verso l’utero, dove s’impianta alla parete uterina e continua a crescere fino a divenire un feto in formazione. Ma se l’ovulo fecondato dovesse impiantarsi nelle tube o in altre zone limitrofe del corpo, tende a definirsi quella situazione definita gravidanza ectopica. In questi casi, la gravidanza non può continuare normalmente e richiede un trattamento di emergenza.

Temperatura Basale in Gravidanza

La temperatura corporea basale è quella temperatura del corpo che viene misurata in condizione “basale” ovvero al mattino, appena sveglie, quindi, prima di iniziare la giornata con varie attività. La temperatura basale può essere utilizzata per controllare i giorni fertili, per identificare il giorno della tua ovulazione, per utilizzare metodi naturali di contraccezione e per verificare la presenza di un’eventuale gravidanza.

Se la temperatura basale rimane alta per 18 giorni o più dopo l’ovulazione, questo potrebbe essere il primo segnale di un’eventuale gravidanza in atto; infatti, la temperatura rimane alta durante tutta la gravidanza. Controllare la temperatura basale per 2-5 giorni, se è alta (tra i 37,2 e i 37,4 gradi), potrebbe esserci la presenza di una gravidanza (possibilità del 98% per cicli mestruali regolari e possibilità del 48% per periodi irregolari).

Come misurarla

Utilizzando il metodo della temperatura basale è possibile identificare un leggero calo prima dell’ovulazione e, quindi, un aumento di circa 0,5 gradi dopo l’ovulazione. La temperatura, poi, rimane alta fino al successivo periodo mestruale, quando scenderà nuovamente, per avviare nuovamente il ciclo. La temperatura basale è misurata verificando la temperatura in modo uguale ogni mattina non appena sveglia e prima di fare qualsiasi altra cosa (incluso andare alla toilette, bere una tazza di caffè, ecc.). È possibile tracciare la temperatura su un grafico apposito.

Calcolare le Settimane di Gravidanza, Ecco Come Farlo Correttamente

Care mamme o future mamme, come avrete modo di capire o come probabilmente saprete già in  base alla vostra esperienza, la gravidanza è un percorso fondamentale che ogni donna affronta in maniera del tutto personale. “Di che mese sei?” è la domanda che più viene pronunciata quando ci si rivolge a una donna incinta. Oggi andremo a scoprire insieme uno degli aspetti più importanti dello stato interessante, che è legato al calcolo settimane di gravidanza.

Sì, non è un errore, parliamo proprio di settimane, perché parlare di mesi non è mai troppo corretto. Il valore che è opportuno considerare per essere il più precisi possibile è quello legato al ragionamento dei medici, che analizzano questo percorso settimanalmente.

Questo perché le settimane durano sempre sette giorni, ma la lunghezza dei mesi può invece variare e non resta costante. Se cerchi quindi maggiori informazioni e dettagli su questo tipo di argomento ti consigliamo di prenderti qualche minuto del tuo tempo per poter leggere questa guida e scoprire insieme a noi perché sia più corretto parlare di settimane. Partendo da questo aspetto impareremo anche a capire come i medici vadano a stabilire non solo l’epoca gestazionale ma anche la data del parto. Non perdiamo altro tempo e vediamo come calcolare le settimane di gravidanza!

Gravidanza: perché settimane e giorni sono importanti?

Inizia subito a pensare a una cosa: non fare riferimento a una gravidanza che dura 9 mesi, ma abituati a prendere il tuo calendario e pensare a 10 mesi lunari, che corrispondono a circa 40 settimane. In linea generale una gravidanza fisiologica più concludersi tra le 37 e 42 settimane.

Generalmente si pensa che la gravidanza prenda inizio nel preciso momento in cui avviene il concepimento; vero, anche se è più un concetto teorico, perché è bene precisare che le settimane di gravidanza si contano a partire dal primo giorno delle ultime mestruazioni. Considerando questo dato si va a prendere come punto di riferimento un giorno che anticipa di almeno due settimane l’effettiva fecondazione.

Grazie a questo metodo si cerca sempre di massimizzare il livello di precisione: è vero che non si può mai avere una data certa del preciso istante in cui avviene l’incontro fra spermatozoi e ovulo, ma sarà sufficiente fare riferimento proprio all’inizio dell’ultimo flusso mestruale. E’ così che si spiega il grande arcano, che porta la maggior parte delle donne a scoprire la propria maternità quando è già arrivata almeno alla quarta o quinta settimana.

Sintomi di Gravidanza, Ecco quali sono quelli dei Primi Giorni

In alcune situazioni può non essere facile riconoscere quali siano i segnali lanciati dal nostro corpo, soprattutto quando si parla di gravidanza. Non perché sia difficile riconoscerli, ma bensì perché si tende a non far caso alle comunicazioni che riceviamo. Alcune donne vanno a confondere i sintomi di gravidanza con quelli del periodo premestruale. Ma vi sono alcuni segnali fondamentali che dovrai abituarti a riconoscere, prima ancora di verificare il tutto con un test di gravidanza.

I Primi sintomi

I sintomi più comuni dei primi giorni di gravidanza possono essere:

  • Ritardo del ciclo mestruale;
  • Seno sensibile o gonfio;
  • Perdite di sangue (piccole quantità);
  • Fame;
  • Sensibilità spiccata verso gli odori;
  • Capezzoli con colorazione più scura;
  • Nausea mattutina;
  • Sintomo perenne della pipì.

Tutte, o quasi tutte, le gravidanze iniziano con una semplice domanda: “mi è venuto il ciclo?”. Vediamo nello specifico che cosa riserva ognuno di questi sintomi.

Diagnosi e terapia dell’infertilità maschile

La diagnostica ormonale prevede il dosaggio di alcuni ormoni quali FSH, LH, Testosterone totale, cui si può aggiungere l’Inibina B, la prolattina (PRL), l’estradiolo (E2), l’SHBG e lo studio della funzione tiroidea (TSH ed fT4).

Inoltre, è fondamentale l’utilizzo dell’ecocolordoppler scrotale o testicolare, esame non invasivo, che permette di valutare in maniera completa tutte le caratteristiche dei testicoli, di riconoscere patologie responsabili di infertilità e di individuare patologie interferenti con la salute generale del paziente, come lesioni testicolari sospette e non palpabili. Permette inoltre di valutare l’eventuale presenza di varicocele, un’altra causa frequente di infertilità.

Bisogna ricordare, infine, che circa il 30% dei casi di infertilità maschile è idiopatica poichè non è possibile identificarne una causa. I fattori coinvolti possono essere esterni, quali lo stile di vita, l’alimentazione e l’inquinamento ambientale, oppure legati alla persona, ad esempio infezioni croniche, cause genetiche non note, varicocele subclinico.

Acido Folico in Gravidanza

L’acido folico è una sostanza amica della tua gravidanza! L’assunzione di vitamine prenatali in combinazione ai 400 microgrammi raccomandati di acido folico prima e durante la gravidanza può aiutare a prevenire i difetti di nascita del cervello e del midollo spinale del neonato. Assumerlo ogni giorno e continuare il trattamento fin dopo la gravidanza, aiuta anche a fortificare il tuo corpo.

Cos’è l’acido folico

L’acido folico o acido pteroil glutammico, vitamina B9, vitamina M o folacina è, quindi, una vitamina del gruppo B chiamata folato. Il folato svolge un ruolo importante nella produzione di globuli rossi e aiuta il tubo neurale del tuo bambino a svilupparsi nel suo cervello e nel midollo spinale. Le migliori fonti alimentari di acido folico sono i cereali fortificati e i folati si trovano naturalmente in verdure scure e agrumi.  L’acido folico non è biologicamente attivo, ma la sua importanza biologica è dovuta alla presenza di tetraidrofolato e ad altri derivati dopo la sua conversione in acido diidrofolico nel fegato.

Bonus Bebè 2017 e Assegno di Natalità, Ecco come Ottenerlo

Il bonus bebè è un contributo economico, istituito dall’articolo 1, commi 125-129, legge 23 dicembre 2014, n. 190, per sostenere le spese che le famiglie affrontano nei primi anni di vita dei bambini.

A chi è rivolto

L’assegno di natalità, detto anche bonus bebè, può essere richiesto da tutti i nuclei familiari che hanno avuto un figlio o l’hanno in affido preadottivo o adottato nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Tra i requisiti richiesti, per usufruire di questa misura, c’è il valore dell’ISEE che deve essere non superiore a 25 mila euro. Tale beneficio non va confuso con il bonus nascita o il bonus mamma domani, detto anche premio nascita. Questo è un assegno di 800 euro che viene erogato una sola volta a tutte le donne che ne fanno domanda a partire dal settimo mese di gravidanza e che hanno adottato o preso in affido un bambino dal 1 gennaio 2017 e non ha limiti di reddito.