Quinta Malattia in Gravidanza

La quinta malattia in gravidanza è sicuramente una patologia molto temuta da tutte le donne in dolce attesa, che di certo preferirebbero evitare una situazione di questo genere. Scopriamo insieme di cosa si tratta, come si manifesta, come è possibile prevenirla e di conseguenza curarla.

Conosciuta anche col nome di eritema infettivo, la quinta malattia è un’infezione virale che spesso colpisce i bambini fino ad un’età di 15 anni. Nella maggior parte dei casi, i ragazzi che ne sono affetti non subiscono conseguenze durature e sostanziali. La situazione peggiora se questa malattia viene associata alla gravidanza, nonché a vari problemi che coinvolgono il sistema immunitario e all’anemia. Tuttavia, ci concentriamo proprio sui nove mesi durante i quali una donna porta nel suo grembo il proprio nascituro. In generale, il parvovirus B19 che provoca la nascita di questa patologia è diffuso su scala mondiale e in tutti i periodi dell’anno, anche se soprattutto in nella fase finale dell’inverno e in quella iniziale della primavera.

Esercizi di kegel in gravidanza

Gli esercizi di kegel sono un valido allenamento per rafforzare i muscoli del perineo e rendere il parto meno doloroso, per questo motivo è importante essere informati sulla loro corretta esecuzione.  Il perineo, detto anche pavimento pelvico, consiste in una serie di legamenti e muscoli situati nella zona bassa del bacino che svolgono il ruolo di supporto per gli organi pelvici, delimitando la vagina, l’uretra e l’ano.

Il perineo è una parte fondamentale del corpo femminile, poiché favorisce l’esatta posizione dei muscoli addominali e degli organi circostanti, inoltre durante il parto aiuta a indirizzare la testa del nascituro verso il giusto passaggio.  Se ti stai chiedendo come allenare questa zona muscolare occorre innanzitutto saper individuare questo punto specifico: la maggior parte dei muscoli del perineo sono tessuti muscolari di tipo volontario e possono essere allenati attraverso delle pratiche apposite che, oltre ad apportare numerosi benefici durante e dopo il periodo della dolce attesa, aiutano la donna ad acquisire più autostima e a sentirsi a proprio agio con il suo corpo. Generalmente questi tessuti muscolari vengono sottovalutati tanto che molte donne scoprono la loro presenza soltanto prima del parto.

Come Misurare le Contrazioni in Prossimità del Parto

Un dubbio che assale tutte le mamme in attesa del parto è quello di non riconoscere le contrazioni.  In realtà le contrazioni si riconosceranno subito. Quegli spasmi e successive distensioni del muscolo uterino saranno inequivocabili. Ciò che è importante è saperle contare in termini di durata e frequenza. Te lo avrà suggerito anche il ginecologo: misurare le contrazioni è molto importante per comprendere se sta andando tutto bene e se il travaglio sta per iniziare in modo regolare.

La durata e la frequenza delle contrazioni sono due cose ben diverse. La durata è l’intervallo di tempo che va dal momento in cui la contrazione inizia al momento in cui finisce. Questo periodo temporale varia durante le diverse fasi del travaglio. Ad esempio all’inizio del travaglio ogni contrazione dura mediamente 15 – 20 secondi, quasi in prossimità del momento di partorire le contrazioni durano 40 -50 secondi. La frequenza è invece la distanza temporale tra una contrazione e l’altra cioè ogni quanto tempo essa si presenta. Nelle fasi iniziali si presentano con una frequenza meno breve mentre a travaglio avanzato le contrazioni si succedono una dietro l’altra a un ritmo più veloce.

Per calcolare durata e frequenza delle contrazioni assicurati di avere a portata di mano un comune orologio da polso. Non ti serve null’altro se non un foglio e una penna; ma vediamo insieme come annotare le misurazioni ottenute. Quando sei in prossimità della data presunta del parto e senti l’addome indurito, la schiena contrarsi e dei dolori intensi come quelli mestruali, allora sono arrivate le contrazioni. E il momento di misurarle.

Pubertà, dall’infanzia all’età adulta

Il periodo puberale, sia nell’uomo che nella donna, è il periodo di transizione dall’infanzia all’età adulta in cui si attuano numerose trasformazioni fisiche e psicologiche, che si svolgono sequenzialmente fino al conseguimento della maturazione sessuale e della capacità di procreare.

Il periodo adolescenziale offre una buona opportunità temporale per poter intervenire a livello educativo su conoscenze, acquisizione di competenze e modifica dei comportamenti che possono influire negativamente sulla salute riproduttiva di ragazzi e ragazze.

Parto Naturale, Ecco tutto quello che devi Sapere

Il parto naturale è un parto senza alcun intervento medico indotto, in particolare l’anestesia. Il parto naturale viene praticato fin dai primordi e spesso viene preferito a quello indotto, ovvero quello realizzato sotto effetto di anestesia epidurale. Il parto naturale cerca di minimizzare, quindi, l’intervento medico, in particolare l’uso di farmaci anestetici e interventi chirurgici quali episiotomie, pinze e strumentazione chirurgica e sezioni cesaree.

Il parto naturale si verifica quando il feto nasce per espulsione spontanea o estrazione strumentale. Il termine “parto naturale” è stato coniato dal medico Grantly Dick-Read dopo la pubblicazione del suo libro “Il parto naturale” negli anni trenta.

Virus Zika: pericoli per le Donne in Gravidanza?

E’ uno dei massimi allarmi del momento, che si può contrarre semplicemente attraverso la puntura di una zanzara del genere Aedes. Il virus Zika, che può anche essere trasmesso per via sessuale, venne segnalato nel 2007 in Africa e dal 2015 nelle zone rurali del Brasile e della Colombia. Da quel momento è andato diffondendosi in tutto il mondo. Si presenta attraverso una forma blanda di febbre, eruzioni cutanee localizzate su viso e busto, congiuntivite, mal di testa e immancabili dolori muscolari. Nel giro di 2 – 7 giorni si risolve spontaneamente, ma può creare problematiche alle donne in gravidanza.

Quali sono i rischi del virus Zika per le donne incinte?

Secondo gli esperti risulta fondamentale il tentativo di isolare e contrastare la riproduzione delle zanzare che sono portatrici del virus. Ma ad oggi quanto è alto il rischio per le future mamme? Le donne possono trasmettere il virus al feto durante la gravidanza. La stessa trasmissione è stata documentata e si manifesta tipicamente come una malattia lieve. Sono però stati segnalati anche aumenti nei casi di microcefalia congenita e ulteriori complicazioni neurologiche. Per questo a livello globale le donne in gravidanza che pensano di aver contratto il virus Zika, dovrebbero recarsi dal medico per partecipare a un attento monitoraggio.

Nomi Femminili per Bambine: Ecco i trend del 2017

Stai per avere una bambina e non sai ancora quale nome darle? Vogliamo venire in tuo soccorso rivelandoti le tendenze dei nomi per bambine 2017, con una classifica dei nomi più popolari. I dati che ti forniremo di seguito sono stati rivelati dalle statistiche ISTAT in base all’andamento correlato alle tendenze degli anni precedenti. Vediamo allora quali sono state le preferenze così da poter prendere spunto per il lieto evento!

I nomi classici italiani più popolari per una bambina

Il nome femminile più usato nel 2017 è Aurora capace di mettere d’accordo i genitori italiani. E’ seguito a ruota da Sofia, che era il più usato nel 2010 in Italia, e da Giulia, che va a chiudere la top 3. Aurora è associato alla nota principessa Disney, anche se per molti è un chiaro richiamo all’ex coppia regina del gossip formata da Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker.

Sesso in gravidanza: Tutto quello che c’è da Sapere

Sesso e gravidanza viaggiano su binari paralleli? Sembra di no, perchè in realtà sesso e gravidanza sono un binomio inscindibile. Nonostante tutto i pregiudizi sono diffusi e vince la resistenza: si ha paura di fare del male al piccolo, si ha paura di contrarre infezioni. Gli uomini vedono la loro compagna in dolce attesa come uno scrigno prezioso da non toccare, mentre le future mamme sono già concentrate sul piccolo. Appena scoperta la lieta notizia dell’arrivo del bebè molte coppie dimenticano di essere tali e si proiettano nel loro nuovo ruolo di genitori. In realtà il sesso durante la gravidanza può essere occasione per rinsaldare e unire ancora di più la coppia e prepararsi con serenità al lieto evento. I casi in cui il sesso è vietato in gravidanza sono davvero pochi.

I rischi 

Davvero fare sesso in gravidanza può essere pericoloso per il piccolo? E per la futura mamma? Quali infezioni si possono contrarre? Dubbi legittimi da parte delle coppie e magari per vergogna non se ne parla neanche con il ginecologo. Anche se il sesso è la cosa più naturale che ci sia ci vuole qualche cautela. La paura di far male al piccolo è del tutto infondata a meno che non ci siano minacce di aborto in corso e altri problemi per cui è stesso il medico curante che suggerisce di evitare i rapporti.

Come Calcolare la Data Presunta del Parto

Come calcolare la data del parto? Una domanda che si pongono diverse future mamme, non solo per curiosità ma anche per prepararsi nel migliore dei modi da un punto di vista logistico ed organizzativo al grande evento. Conoscere la data del parto orientativamente non è molto difficile, è sufficiente eseguire un piccolo calcolo matematico. Innanzitutto bisogna ricordare la data dell’ultimo ciclo mestruale, magari segnandoselo su un’agendina o su una cartella nel computer.

Partendo dall’ultimo ciclo mestruale è necessario calcolare 40 settimane, cioè la durata media di una gravidanza. Tra il concepimento del bebè e la nascita passano più o meno 266 giorni, circa 38 settimane, alle quali bisogna aggiungerne altre 2 poiché l’ovulazione inizia 15 giorni dopo le mestruazioni. Naturalmente non si tratta di una data precisa, ma orientativamente il bambino dovrebbe nascere in quel periodo, magari qualche giorno prima o qualche giorno dopo.

Gravidanza Extrauterina: Sintomi e Conseguenze

Una gravidanza extrauterina è una gravidanza “anomala”, ovvero, si sviluppa al di fuori del tessuto interno dell’utero, per cui, un ovulo fecondato si posiziona e tende a svilupparsi in altre zone del corpo diverse dalla cavità uterina. La grande maggioranza (circa il 95%) delle gravidanze extrauterine si sviluppa nelle tube di Falloppio; tuttavia, è possibile che si sviluppino in altre zone del corpo, come l’ovario, la cervice e la cavità addominale.

Una gravidanza extrauterina, chiamata anche gravidanza ectopica, interessa circa 1 su 60 donne in età fertile. Il termine “ectopica” deriva dal greco “ektopis” che significa “spostamento” (“ek”, fuori da “topos”, luogo = fuori luogo). La prima persona che utilizzò il termine “ectopica” in un contesto medico, fu l’ostetrico inglese Robert Barnes (1817-1907) che lo applicò al suo primo caso di gravidanza extrauterina.

In caso di concepimento, l’ovaio rilascia un ovulo maturo nelle tube di Falloppio, dove rimane per circa 24 ore; lì deve entrare in contatto con uno spermatozoo per essere fecondato. L’ovulo fecondato rimane nelle tube per 3 o 4 giorni prima di dirigersi verso l’utero, dove s’impianta alla parete uterina e continua a crescere fino a divenire un feto in formazione. Ma se l’ovulo fecondato dovesse impiantarsi nelle tube o in altre zone limitrofe del corpo, tende a definirsi quella situazione definita gravidanza ectopica. In questi casi, la gravidanza non può continuare normalmente e richiede un trattamento di emergenza.